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Firenze, 22 febbraio 2000COMUNICATO STAMPASi chiude oggi la seconda giornata di Stroke 2000, meeting dellassociazione The Italian Stroke Forum, organizzato il 21-22 Febbraio presso il Palazzo dei Congressi di Firenze, a cui hanno partecipato i massimi studiosi sul tema dellictus cerebraleCon questo incontro, lassociazione si è posta lobiettivo di diminuire lincidenza dellictus cerebrale attraverso un ampio programma di informazione e prevenzione esteso su tutto il territorio nazionale che la vedrà impegnata lungo tutto il corso dellanno. Si è trattato di unimportante occasione di confronto fra tutte le componenti impegnate nella lotta allictus cerebrale. Questa malattia, che colpisce ogni anno più di 140.000 italiani, rappresenta tuttora non solo una rilevante causa di morte, ma soprattutto la più importante fonte di invalidità per la popolazione occidentale. Stroke 2000 ha rappresentato un momento di dibattito, unico nel suo genere, che ha visto coinvolte ben 18 società scientifiche italiane, due associazioni di pazienti e rappresentanti di infermieri e fisioterapisti. Si è trattato di un esempio positivo nella realtà spesso litigiosa della sanità italiana: infermieri, chirurghi vascolari, neurologi, internisti, cardiologi, medici di famiglia hanno cercato di mettere a punto il modo migliore per prevenire e curare lictus alla luce dei più recenti progressi scientifici. Particolarmente significativo è stato il confronto tra le linee guida elaborate in Italia (linee guida SPREAD) e quelle utilizzate in Scozia, Austria, Olanda, Svezia e Stati Uniti. Il confronto con questi paesi ha evidenziato chiaramente come la nostra realtà sia perfettamente in linea con quanto progettato nelle altre nazioni. Particolare attenzione è stata dedicata alla fibrillazione atriale. Questa aritmia cardiaca, frequente nelle persone anziane, è responsabile di unimportante percentuale di ictus. Il suo riconoscimento e ladozione di appropriate misure terapeutiche (antiaggreganti piastrinici ma soprattutto anticoagulanti orali) consentono di prevenire molto spesso la comparsa di ischemia. Non si è però discusso solo di ciò che si deve fare oggi, ma anche del prossimo futuro. Sono stati illustrati gli studi che dovranno fornire, nei prossimi anni, alcune risposte fondamentali su come prevenire sempre meglio lischemia cerebrale e limitare al massimo il danno nel paziente comunque colpito da ictus. Sempre nel futuro sono proiettati i risultati che la genetica saprà fornire sulle cause dellictus: le nuove metodiche di mappatura genetica saranno in grado di chiarire meglio chi è a maggior rischio e come prevenire lischemia cerebrale.
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